Sperimentare con il SDR (Software Defined Radio) significa costruire radio definite dal computer.
Quanti dei circuiti tradizionali ai quali siamo abituati possono essere sostituiti dal computer? Molti: in una classica supereterodina la parte hardware si riduce al filtro d'ingresso, all'oscillatore locale e alla prima conversione; il software realizza gli stadi di media frequenza, di rilevazione e bassa frequenza. I filtri analogici sono rimpiazzati dal software con il risultato di poter variare la larghezza di banda a nostro piacimento. Non solo: possiamo visualizzare la banda di ricezione come in un analizzatore di spettro, la cui larghezza dipende dalla scheda audio che abbiamo in dotazione. La sintonia avviene cliccando con il mouse sulle tracce che appaiono sullo schermo del computer.
Una struttura SDR somiglia ad una radio a conversione diretta nella quale il segnale da ricevere viene mescolato con quello dell'oscillatore locale che lavora ad una frequenza prossima. Il risultato è che all'uscita della prima conversione troviamo due segnali a bassa frequenza dei quali uno rappresenta l'immagine. Con il SDR per poter distinguere il segnale dall'immagine si utilizza la tecnica conosciuta come demodulazione I-Q: in pratica l'oscillatore locale produce due segnali identici sfasati di 90 gradi precisi che miscelati con quelli provenienti dall'antenna generano nel mixer, per ciascun segnale, una coppia I e Q, dove I rappresenta il segnale in fase e Q quello sfasato di 90 gradi. I due segnali Q, che sono l'immagine, si trovano sfasati di 180 gradi e sono cancellati dal software mentre quelli I, il segnale desiderato, proseguono per i successivi trattamenti da parte del computer.
Il SDR si avvale quindi in maniera pesante del lavoro del computer come anche di quello della scheda audio. In particolare il computer deve necessariamente essere almeno un P4 da 1,5 Ghz, il sistema operativo XP, e dalla qualità della scheda audio dipenderà la larghezza di banda visualizzata: potremo vedere da un minimo di 48 Khz fino a 96 Khz ed oltre; quasi tutti i 40 metri in una schermata.
Per quanto riguarda il software da utilizzare, in internet ve ne sono disponibili molti e gratis. In particolare abbiamo per Windows: Rocky, M0KGK, Radiodec, Winrad, PowerSDR e Linrad in ambiente linux. Esiste una versione di PowerSDR per il softrock 40: software e settaggi a questo indirizzo.
Il SDR che ho costruito e del quale allego la documentazione è il Softrock RXTX V.6.1 per le bande dei 40 e 80 metri. Si tratta di un RTX CW e SSB che eroga 1 W out.
I componenti tradizionali vanno montati sulla faccia superiore del circuito stampato, mentre in quella inferiore andranno i condensatori e gli integrati SMD. Naturalmente le saldature dovranno essere effettuate con un saldatore a bassa tensione e con la punta fine da almeno 15 o 20 W per non avere problemi nelle saldature di massa; è consigliabile inoltre aiutarsi nel montaggio con una lente. Questo softrock come pure le versioni successive sono reperibili tramite Giancarlo, I7SWX presso la sezione ARI di Cassano delle Murge. I componenti sono suddivisi in bustine di plastica e comprendono resistenze all' 1%, condensatori, nuclei toroidali con il filo necessario alla realizzazione delle bobine e trasformatori, condensatori e CI SMD, transistor e fet, circuito stampato ecc.
Il mio attuale setup è costituito da un computer 3 Ghz che monta 1 GB di ram, il sistema operativo è XP professional, la scheda audio principale, integrata nella mother board, é una Realtek ALC 883 mentre la secondaria, indispensabile per RTX in PSK31 con il software Rocky, é una ESS 1938s con drive 1969 per XP. Per RTX in CW e SSB utilizzo l'ottimo software di M0KGK.
Ho realizzato nel mese di agosto oltre cento QSO nei tre modi di emissione: CW, SSB e PSK31 e sono riuscito a varcare l'Atlantico collegando in CW W2RE e in PSK31 YV5JBI, il divertimento è assicurato.
Per ultimo voglio ringraziare l'amico Giuliano I0CG, autore tra l'altro del ricevitore SDR-X per la sua competenza ed aiuto nella realizzazione.