Sacchetti

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muro_1024_500Premessa

Come radioamatore già da tempo collaboro con il gruppo di protezione civile dell’ARI di Carpi. Il gruppo è specializzato principalmente nell’assistenza via radio ovviamente. Valido è stato l’aiuto prestato durante il terremoto dell’Emilia nel 2012.

Come cittadino novese invece faccio parte del gruppo comunale volontari di protezione civile. Qui ci occupiamo invece principalmente di rischio idraulico. Il nostro comune è posizionato a ridosso dell’argine del Secchia ed è qui che svolgiamo principalmente la nostra attività di sorveglianza.

In molte esercitazioni abbiamo preso dimestichezza con la
realizzazione di dighe e coronelle  per sopraelevare l’argine in caso di esondazioni.

Ecco una mia curiosità quindi.


Ė importantea conoscere come si riempie un sacchetto,  saperlo disporre insieme ad altri per la simulazione, ma in un caso reale come mi comporto? Quanta sabbia devo avere a disposizione? Quanti sacchetti? E se preparo i sacchetti in un magazzino, per esempio, quanti pallet devo preparare per trasportarli nel luogo in cui preparerò la diga?

Un minimo di calcoli bisognerà pur farli.

Ho pensato quindi ad una app che qui propongo a puro scopo didattico.

L’app SACCHETTI

Il programma Sacchetti serve al puro esercizio di dimensionamento matematico di una diga per arginare una esondazione d’acqua.

Le esondazioni di fiumi vengono spesso arginate con una sopraelevazione dell’argine proprio con l’ausilio di sacchetti di sabbia correttamente predisposti.

I sacchetti sono in genere di iuta e vengono riempiti parzialmente.

Per i calcoli della sabbia e del numero di sacchetti necessario il programma attua le seguenti approssimazioni:

  • ogni sacchetto è approssimato ad un parallelepipedo
  • la diga si sviluppa in lunghezza, altezza ed in profondità
  • le 3 dimensioni della diga sono proporzionali alle rispettive dimensioni del sacchetto
  • il calcolo del numero di sacchetti per dimensione è approssimato all’intero successivo
  • il calcolo del volume di sabbia è approssimato al metro cubo successivo

muro_512_512L’esercizio

Provate con l’app a dimensionare una diga di circa 30m di lunghezza in modo da sopraelevare il passaggio di una strada sull’argine di 50cm e vedete quanti sacchetti servono. Veramente tanti e bisogna anche fare presto….

Qui trovate l’app

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.iz4cco.sacchetti

Buona esercitazione.

La prova pratica

 

Come disporre i sacchetti per contrastare un fontanazzo.
Sacchetti di sabbia per una coronella

73′ da Giuseppe IZ4CCO

MyDxSpot

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mydxspot_512
L’icona dell’app.

Un po’ di storia.

Il dx Cluster è un sistema creato da radioamatori già da tempi antecedenti l’internet diffuso.  https://it.wikipedia.org/wiki/DX-cluster

Potremmo paragonarlo all’attuale twitter o whatsapp, con la sola sostanziale differenza che i messaggi vengono raccolti via radio e  vengono inviati a tutti i radioamatori connessi.

Il sistema si compone di server collegati tra loro che in tempo reale si scambiano i dati ( gli spot).

Ora con gli smartfone possiamo collegarci a questi server e leggere i messaggi.

Screenshot_2016-08-15-09-51-07
Ecco come si presenta la widget. In questo caso gli spot sono filtrati con la parola DX (praticamente passano tutti.

I messaggi però scorrono velocemente, ce ne sono tantissimi ed è difficile a volte interpretarli. Ecco quindi nata la mia esigenza di filtrarli in modo semplice.

Ho controllato su internet ma non ho trovato app che mi soddisfacevano completamente; il motivo principale era la loro complessità. Ho deciso così di cimentarmi in questo lavoro che spero possa interessare anche altri OM. L’app si presenta come una widget con gli spot filtrati per parole.

Volete per esempio filtrare solo gli spot dei castelli italiani. Impostate il filtro a “DCI” e via vedrete solo quelli. Un beep o una vibrazione del telefono vi sveglierà quando arriva uno spot che segnala un castello.

Potete trovare l’app su https://play.google.com/store/apps/details?id=it.iz4cco.mydxspot&hl=it

Tanti 73′ de IZ4CCO e buon divertimento con MyDxSpot

 

Domani 20 maggio 2015 a 3 anni dalla prima scossa

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Prima di andare a letto questa sera mi è tornato in mente il brutto risveglio che mi è stato riservato il 20 maggio del 2012.

Non pensavo sarebbe capitato anche a me. I terremoti erano stati sempre lontani da dove vivevo e garantisco, sono un altra cosa, se li vivi da vicino. Se l’epicentro è¨ sotto casa tua o almeno nei paraggi la scossa la senti in modo diverso; non è una (1) dico una scossa ma sono interminabili tremolii che si susseguono.Eravamo a letto, a dormire, io ho il sonno pesante, dicono neanche le cannonate, ma l’urlo di mia moglie mi scuote. Un suo acuto, per lei difficile da ottenere, squarcia il silenzio del nostro paesino nella bassa. Mi sveglio e trovo mia figlia bianca in viso sotto l’arco della porta della sua stanza. Mi dice: “Papi, ci hanno insegnato che questo è il posto più sicuro. Quando smette scendiamo.” E non smetteva. Io ero in piedi. Pensavo, “Dovremo scendere le scale prima o poi speriamo reggano.” Hanno retto e alla fine sono sceso. Mi sono ritrovato in starda come sono adesso. Mutande e canottiera. Un “bello spettacolo”. Ma molti erano come me.

Appena presa un po’ di coscienza sono ritornato in casa a prendere il portatile. I vicini, che conoscevano la mia attività  da radioamatore, mi chiedevano: ” Cosa si dice in radio?”; come a cercare conforto da uno strumento che in questi casi si sa, può aiutare.

Al momento a dir la verità  non sentivo nessuno. Ho chiamato sull’R0, ma non ricordo di aver sentito risposta immediata. Chissà perché? Col senno del poi mi “sono fatto persuaso”, come dice Montalbano, che forse solo io avevo sentito così forte la scossa. Chi frequentava abitualmente R0 non era ancora allarmato come me perchè era lontano dall’epicentro.

Solo dopo qualche chiamata emergono altri OM e pian piano si chiarisce la situazione.

Le scosse sembravano essersi acquietate e verso le 5 rientro in bagno, ma sul più bello altra sventola. Riesco, questa volta vestito di tutto punto. Dopo poco sento i miei amici di paese via telefono e con la giacchina da protezione civile finalmente consapevole della grave situazione mi dirigo in piazza a prendere atto dell’evento veramente tragico che ci aveva coinvolto in quel mattino domenicale.

 

Non ho voluto inserire un 'immagine di crolli, macerie e via dicendo, ma l'immagine di una maglietta che riprende nella citazione del nostro sindaco la voglia di ricostruire e di fare di noi Novesi.
Non ho voluto inserire in questo articolo un ‘immagine di crolli, macerie e via dicendo, ma l’immagine di una maglietta che riprende nella citazione del nostro sindaco la voglia di ricostruire e di fare di noi Novesi.

Mount di dispositivi usb rimovibili

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Dopo l’ultimo aggiornamento a jessie mi sono di nuovo imbattuto nel problema dei dischi esterni che non si vedono.

Questa volta ho risolto cancellando tutte le voci riguardanti i dischi esterni in fstab.

Poi ho analizzato usbmount.conf e ho inserito le opzioni di montaggio dei 2 tipi di file system.

L’istruzione fondamentale è evidenziata in rosso.

Per individuare i miei uid ho usato il comando id.

x@x:~$ cat /etc/usbmount/usbmount.conf 
# Configuration file for the usbmount package, which mounts removable
# storage devices when they are plugged in and unmounts them when they
# are removed.

# Change to zero to disable usbmount
ENABLED=1

# Mountpoints: These directories are eligible as mointpoints for
# removable storage devices. A newly plugged in device is mounted on
# the first directory in this list that exists and on which nothing is
# mounted yet.
MOUNTPOINTS="/media/usb0 /media/usb1 /media/usb2 /media/usb3
 /media/usb4 /media/usb5 /media/usb6 /media/usb7"

# Filesystem types: removable storage devices are only mounted if they
# contain a filesystem type which is in this list.
FILESYSTEMS="vfat ext2 ext3 ext4 hfsplus"

#############################################################################
# WARNING! #
# #
# The "sync" option may not be a good choice to use with flash drives, as #
# it forces a greater amount of writing operating on the drive. This makes #
# the writing speed considerably lower and also leads to a faster wear out #
# of the disk. #
# #
# If you omit it, don't forget to use the command "sync" to synchronize the #
# data on your disk before removing the drive or you may experience data #
# loss. #
# #
# It is highly recommended that you use the pumount command (as a regular #
# user) before unplugging the device. It makes calling the "sync" command #
# and mounting with the sync option unnecessary---this is similar to other #
# operating system's "safely disconnect the device" option. #
#############################################################################
# Mount options: Options passed to the mount command with the -o flag.
# See the warning above regarding removing "sync" from the options.
MOUNTOPTIONS="sync,noexec,nodev,noatime,nodiratime"

# Filesystem type specific mount options: This variable contains a space
# separated list of strings, each which the form "-fstype=TYPE,OPTIONS".
#
# If a filesystem with a type listed here is mounted, the corresponding
# options are appended to those specificed in the MOUNTOPTIONS variable.
#
# For example, "-fstype=vfat,gid=floppy,dmask=0007,fmask=0117" would add
# the options "gid=floppy,dmask=0007,fmask=0117" when a vfat filesystem
# is mounted.
#FS_MOUNTOPTIONS=""
FS_MOUNTOPTIONS="-fstype=vfat,uid=1001,gid=1001 -fstype=ntfs,uid=1001,gid=1001"

# If set to "yes", more information will be logged via the syslog
# facility.
VERBOSE=no
x@x:~$

Trinket

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Ho provato un piccolo circuitino acquistato per pochi euro su internet. Le dimensioni sono 30x15mm. Veramente piccolo. Si alimenta con la micro usb, l’unico connettore che ha. A bordo un micro e 2 led. Uno verde per segnalare l’alimentazione e l’altro rosso collegato ad un pin I/O. Fa parte della famiglia ARDUINO. Per programmarlo si usa il suo stesso sistema di sviluppo. Di seguito un piccolo programmino che ho scritto per generare un CQ CQ in morse. Il segnale d’uscita lo si vede sul Led rosso.

Per l’installazione si va sul sito della adafruit http://www.adafruit.com/product/1501

Nel codice ovviamente possiamo modificare i tempi ed adeguarli ad un miglior uso del morse.

Per ulteriori sviluppi dobbiamo collegare un piccolo trasmettitore cw con un transistor e possiamo andare in aria.

73′ da IZ4CCO

 

//provo a trasmettere un beacon in cw
// trasmetto cq cq ...
// www.qsl.net/iz4cco
int ledPin = 1;                 // LED connected to digital pin 1
void setup()
{
  pinMode(ledPin, OUTPUT);      // sets the digital pin as output
}
void loop()
{
  linea();
  punto();
  linea();  
  punto();
  spazio_carattere();
  linea();
  linea();
  punto();
  linea();
  delay(600);
}
void punto()
{
  digitalWrite(ledPin, HIGH);   // sets the LED on
  delay(100);                  // waits for a 100ms
  digitalWrite(ledPin, LOW);    // sets the LED off
  delay(100);                  // waits for a 100ms
}
void linea()
{
  digitalWrite(ledPin, HIGH);   // sets the LED on
  delay(300);                  // waits for a second
  digitalWrite(ledPin, LOW);    // sets the LED off
  delay(100);                  // waits for a 100ms
}
void spazio_carattere()
{
  delay(200);                  // waits for a 200 ms
}

FTP su wordpress in ir3ip

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Ho avuto difficoltà con ftp e quindi mi scrivo qualche appunto.

Primo. Devo usare FTP passivo

Secondo. Nel codice wp devo impostare passivo in modo da poter aggiornare da wp admin i plugin e il wp.

Per fare ciò modifico il file wp-admin/includes/class-wp-filesystem-ftpext.php alla riga

@ftp_pasv( $this->link, true );

e cambio “true” con “false”.

Attenzione che ad ogni aggiornamento di wp ritorna “true” e quindi c’è da rifare.

Non ho capito perchè ma così funziona.

Ho trovato questa soluzione in molti articoli sul web, per esempio grazie a “https://erlern.wordpress.com/2011/03/10/upgrade-issue-passive-connection-using-ftp-for-wordpress/”